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08/09/2016 /Elementi costitutivi del falso in bilancio

 

La disciplina che regola le false comunicazioni sociali è stata oggetto di varie modifiche legislative tra le quali l’ultima operata dalla Legge 27 maggio n. 69 del 2015 (in vigore dal 14 giugno 2015), che disegna l’attuale formulazione degli articoli 2621, 2621-bis, 2621-ter, 2622 del codice civile. Il nuovo assetto dei reati di false comunicazioni sociali è costituito da due fattispecie incriminatrici (articoli 2621 e 2622) che si differenziano per la tipologia societaria, e da altre due norme, l’articolo 2621 bis e 2621 ter, riferite solamente all’articolo 2621, le quali disciplinano l’una, una diminuzione di pena nei casi di lieve entità, l’altra una causa di non punibilità per la “particolare tenuità” del fatto. Gli articoli 2621 dal titolo “false comunicazioni sociali” e l’articolo 2622 dal titolo “false comunicazioni sociali delle società quotate”, presentano alcune differenze. Innanzitutto il primo si riferisce generalmente alle società commerciali, il secondo alle società quotate e società ad esse equiparate. In secondo luogo nel disposto di cui all’articolo 2621 oggetto della condotta sono i “fatti materiali rilevanti”, invece nell’articolo 2622 soltanto “fatti materiali”, senza il connotato della rilevanza. Altre differenze riguardano l’aspetto sanzionatorio e, nello specifico, la condotta relativa all'art.2621 è punita più lievemente (con la reclusione da 1 a 5 anni), la condotta di cui al' art.2622 è punita più gravemente (con la reclusione da 3 a 8 anni). ...

01/09/2016 /Occultamento e distruzione dei documenti contabili

 

Nel corso di una verifica fiscale il mancato rinvenimento delle scritture contabili del contribuente comporta conseguenze sia sul piano tributario che su quello penale, in particolare è noto che la mancata tenuta delle scritture contabili consente all’ufficio accertatore di procedere alla ricostruzione induttiva del reddito. Affinchè si configuri una fattispecie penalmente rilevante non è sufficiente “occultare” e comunque “distruggere” le scritture contabili, se le stesse sono tuttavia facilmente reperibili oppure, ancorché distrutte, sostituibili con gli elementi desumibili da altri appunti rinvenuti, occorre che la condotta del soggetto agente sia cosciente, volontaria e abbia caratteristiche strutturali tali da poter essere considerata “impeditiva” della ricostruzione e comunque deve essere volta al fine di evadere le imposte. ...

25/08/2016 /Presupposti dell'elusione fiscale

 

Si ha un comportamento elusivo quando un contribuente attraverso l’uso distorto delle norme e l’adozione di comportamenti finalizzati ad aggirare gli obblighi impositivi, pur non violando formalmente alcuna disposizione di legge ottiene un risparmio di imposta indebito. Tali operazioni non sono opponibili all'amministrazione finanziaria, che ne disconosce i vantaggi determinando i tributi sulla base delle norme e dei principi elusi, e tenuto conto di quanto versato dal contribuente per effetto di dette operazioni. In Italia l'assenza di un disegno organico e coordinato da parte del Legislatore, e l’assenza di una norma generale di contrasto, hanno concorso a rendere intricato il concetto di “pratica elusiva”, con il conseguente proliferare di definizioni del fenomeno per effetto dell’attività giurisprudenziale sia nazionale che comunitaria. ...

04/08/2016 /Procedure concorsuali: le vendite competitive

 

La liquidazione dell’attivo fallimentare si realizza con una serie di atti tra i quali l’inventario dei beni e la stima del loro valore effettuata da soggetti specializzati. Successivamente vi è la predisposizione del programma di liquidazione (art. 104-ter L.F.) da sottoporre per il controllo di legittimità e di merito attinente anche alle scelte di pianificazione, all’approvazione del comitato dei creditori. Il programma di liquidazione approvato deve essere successivamente comunicato al giudice delegato attraverso deposito in cancelleria. Il programma di liquidazione costituisce l’atto di pianificazione e di indirizzo della gestione del patrimonio fallimentare e da esso parte il vincolo per la successiva attività di liquidazione del curatore, il quale è tenuto ad attenersi ai tempi e alle modalità di liquidazione previsti con la diligenza richiesta dall’incarico. Nel programma sono individuati analiticamente i singoli atti di realizzo del patrimonio fallimentare, i tempi previsti per il loro compimento, le tipologie di pubblicità da attuare ed i regolamenti di vendita delle gare competitive. Il controllo del giudice delegato, non previsto nel procedimento di formazione del programma, vi è al momento dell’esecuzione dello stesso, assoggettando il compimento delle singole attività a specifica autorizzazione del giudice previo controllo di conformità delle stesse a quanto disposto nel programma (art. 104-ter, ultimo comma, L.F.). Per consentire questo controllo giudiziale di merito il curatore deve depositare apposita istanza con la quale ottiene la specifica autorizzazione a svolgere una più o tutte le attività liquidatorie previste nel programma di liquidazione approvato dal comitato dei creditori. ...

28/07/2016 /Start up “innovative” in modalità elettronica

 

A seguito dell’emanazione del Decreto Mise del 17 febbraio 2016, le start-up innovative che hanno optato per la forma giuridica delle società a responsabilità limitata, possono ricorrere per la loro costituzione alla modalità elettronica, attraverso la piattaforma on-line appositamente predisposta, “start-up.registroimprese.it, procedura che comunque non sostituisce quella ordinaria prevista dal Codice Civile. La disposizione normativa risale al D.L. n.3 del 2015, che all’articolo 4, comma 10-bis, prevede la possibilità di costituire le società destinate alla sezione speciale delle start-up innovative (art.25, comma 2 del D.L.179/2012) in deroga a quanto previsto dagli articoli 2328 e ss del Codice Civile. ...

21/07/2016 /Responsabilità da reato delle imprese

 

La responsabilità da reato delle imprese ex D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 rappresenta un tema estremamente attuale per la presenza di diverse tipologie di illeciti, di cause che ne determinano l’insorgere, nonché per i vari interventi di prassi che hanno reso tale impianto normativo sempre più pervasivo e incisivo nella vita delle aziende. Non può inoltre non essere considerato l’ampliamento dei destinatari della normativa ad opera della giurisprudenza che si è formata nel corso del tempo, e che ha contribuito a colmare alcune lacune o zone d’ombra che la disciplina presentava in tal senso, includendo nel perimetro applicativo del Decreto 231, enti pubblici economici, società miste a partecipazione pubblica, operatori del terzo settore, studi professionali, ecc. ...

14/07/2016 /La responsabilità del commercialista

 

I casi in cui il Dottore Commercialista o più in generale il consulente fiscale sono chiamati davanti al giudice dai propri clienti per inadeguatezza della prestazione sono diversi e sempre più numerosi. In molte situazioni il professionista viene citato davanti al giudice civile per il risarcimento del danno creato al cliente dopo ad esempio un provvedimento impositivo divenuto definitivo, a seguito dell'esistenza di un nesso causale tra il “danno accertativo” e lo svolgimento della prestazione professionale. Sul caso specifico la Cassazione (seconda sezione civile) è tornata con una sentenza depositata il 16 giugno scorso (n. 12463). La sentenza fornisce diversi chiarimenti utili per il corretto inquadramento delle obbligazioni civilistiche che il professionista assume con l’accettazione dell’incarico professionale. ...

07/07/2016 /Interpello abbreviato

 

L’adempimento collaborativo noto anche come “cooperative tax compliance” viene introdotto nel nostro ordinamento tributario dal D.Lgs. 5.8.2015, n. 128 in attuazione della Legge delega 23/2014. Alla base di questo regime vi è un rapporto di trasparenza fra contribuenti ed Amministrazione finanziaria da realizzare attraverso la condivisione preventiva di aree fiscali di particolare rilevanza individuate tramite un sistema di rilevazione, misurazione, monitoraggio e gestione del rischio fiscale. Il regime di adempimento collaborativo comporta l’assunzione di impegni sia per l’Agenzia delle Entrate sia per i contribuenti ammessi allo stesso, e risponde ad esigenze di certezza e di stabilità nell’applicazione della norma tributaria, nonché di riduzione del contenzioso. Un istituto di sicuro interesse per coloro che saranno ammessi al regime di adempimento collaborativo è il cosiddetto interpello “abbreviato”, uno strumento certo e veloce per comunicare con l'Agenzia. ...

30/06/2016 /Problematiche fiscali delle locazioni turistiche

 

In un paese ad alta vocazione turistica come l'Italia la locazione di case stanze e appartamenti per le vacanze può risultare una attività che crea un rilevante riscontro economico. Nell’ambito della nozione di locazione turistica in particolare viene riscontrata un’attività ricettiva, che consiste nella messa a disposizione totale o parziale di immobili ad uso abitativo a favore di turisti per soggiorni di breve durata. Questa attività viene regolata in ambito amministrativo solo in parte da normative statali (vi è ad esempio il c.d. Codice del turismo le cui disposizioni in parte sono state dichiarate costituzionalmente illegittime), essendo per lo più disciplinata a livello locale da leggi regionali e regolamenti locali, e di conseguenza per una esaustiva analisi delle singole fattispecie di locazione turistica non si può non fare riferimento alle diverse discipline territorialmente vigenti. ...

23/06/2016 /Agevolazioni e retribuzioni premiali

 

La Legge di Stabilità 2016 (Legge n. 208 del 28 dicembre 2015) ha previsto delle agevolazioni fiscali relative alle retribuzioni premiali, in collegamento con la partecipazione dei dipendenti all’organizzazione del lavoro aziendale, nonché per lo sviluppo del welfare aziendale che si sostanzia nell’attribuzione di opere o anche somme sostitutive (dette benefit) connotati da particolari rilevanza sociale. Le disposizioni interessano diverse componenti del reddito di lavoro dipendente collegate tra di loro in un disegno finalizzato a ridurre l’onere fiscale gravante sul lavoro subordinato, sia per i dipendenti, che per alcune voci retributive sono assoggettati ad una minor tassazione, sia per i datori di lavoro, per il risparmio degli oneri contributivi dovuto all’ampliamento delle componenti escluse dal reddito di lavoro dipendente ed alla possibilità di dedurre spese sostenute per il welfare aziendale in passato a deducibilità limitata. Con le nuove disposizioni si attribuisce anche rilevanza alla contrattazione aziendale o territoriale di cui all’articolo 51 del Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, le cui previsioni assumono un ruolo centrale nella applicazione dei benefici. ...

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